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Chiesa Santa Maria della Mercede Via Chiaia Napoli 

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La presenza dei padri Mercedari spagnoli a Napoli coincise con il consolidamento della monarchia spagnola nell'Italia meridionale.

Nel 1570 i religiosi, a causa della distruzione della loro precedente dimora fatta edificare da Alfonso I d' Aragona nel 1442, si trasferirono nella cappella di S. Orsola a Chiaia, ceduta loro da Alfonso Carafa principe di Stigliano.

Tra il 1574 ed il 1640 i padri mercedari, grazie alle molte donazioni delle famiglie nobili della citta' ed ai consistenti contributi economici della casa regnante spagnola, inglobarono questa struttura nella nuova chiesa di Santa Maria della Mercede, a navata unica con tre cappelle per lato, affiancata da un grande convento.

Nel 1800 pero' l'intero complesso venne travolto dagli eventi storici e per ben 2 volte i padri furono costretti a lasciare la loro sede.

La prima confisca si verifico' il 10 ottobre 1809 a seguito dell'occupazione napoleonica : il grande ed importante convento, dove avevano alloggiato fino a 30 religiosi, venne utilizzato dai militari come residenza ed ufficio mentre la chiesa fu provvisoriamente assegnata alla congregazione Santa Maria della Mercede. Soltanto il 28 ottobre 1829 la Curia riconsegno' chiesa e convento ai religiosi.

Tra il 1850 ed il 1853 la chiesa venne restaurata ed arricchita da importanti opere: il Gravante realizzo' sugli archi delle cappelle laterali gli affreschi,  firmati e datati 1851, raffiguranti eventi della vita della Madonna e sull'arco prospiciente la cappella di S .Raimondo, l'opera di redenzione degli schiavi compiuta dai padri Mercedari. Egli inoltre dipinse, sulla volta della navata centrale, l'apparizione della Madonna della Mercede a S. Pietro Nolasco.

Sull'altare maggiore e' collocata la statua di S. Maria della Mercede con il Bambino Gesu', mentre nel cappellone destro si trova una grande tela raffigurante il Martirio di S. Orsola, di un ignoto manierista degli inizi del  secolo  XVII. Nella zona di ingresso, su di un ampio arco ribassato, e' sita la cantoria dove nel 1853 venne posto un organo meccanico costruito da un noto organaro dell'epoca, Raffaele De Feo. I riquadri nella volta e gli affreschi sulla controfacciata invece furono realizzati da G. Vollano.

La seconda e decisiva confisca avvenne il 30 gugno 1865 quando con l'Unita' d'Italia, il nuovo Stato requisi' tutti i monasteri ed alla presenza dei gendarmi i padri Mercedari furono costretti ad abbandonare l'intero complesso. La chiesa venne affidata ad un sacerdote diocesano , mentre diversa sorte tocco' al convento che, acquistato da Flavio Piccolini, venne trasformato nel teatro Sannazzaro, inaugurato nel 1874 e tuttora esistente.Nel 1925, dopo il succedersi di numerose controversie fra l'Ordine mercedario e l'Arciconfraternita, la Curia affido' definitivamente la chiesa al clero diocesiano, erigendola a Parrocchia col titolo di Santa Maria della Mercede. 

 

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